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Secondo
un’antica e costante tradizione, non confortata a tutt’oggi
da documenti di archivio, le origini del Borgo sono
legate alla storia di due pellegrini, uno greco e
l’altro spagnolo, rispettivamente di nome Arcano ed
Egidio. Di ritorno da Gerusalemme con alcune reliquie
del Santo Sepolcro, essi si fermarono nell’alta valle
del Tevere, in una località detta Nocea o Noceato (
essendovi numerose piante di noci ) lungo una strada e
presso una sorgente, dove presero riposo. Arcano in
sogno ebbe una visione secondo cui doveva fermarsi in
quel luogo e fondarvi una città in onore del Santo
Sepolcro di Cristo. Così edificarono una piccola
cappella che costituì l’inizio della futura città, in
quanto gli abitanti del contado, a conoscenza
dell’avvenimento, lasciarono in molti i loro castelli
sui monti per costruirsi una nuova abitazione sul posto
prescelto dai pellegrini. Questo racconto, tramandato
oralmente e riportato forse in documenti andati perduti
per pubbliche calamità viene ripreso da alcuni storici
del secolo XV, tra cui il Largi e l’Anonimo Laurenziano.Nel
1012 si eresse la prima abbazia, dedicata all’apostolo
Giovanni, ma comunemente detta del Santo Sepolcro. Ben
presto abbazia e città ottennero riconoscimenti e favori
da parte di pontefici e imperatori che la resero
autonoma da feudatari e da vescovi e dipendenti solo
dall’imperatore. Per i privilegi ricevuti gli abati del
monastero del Santo Sepolcro ottennero pieni poteri
spirituali e civili sulla città. Durante il sec. XIII
iniziò per loro una grande contesa con i vescovi di
Città di Castello che rivendicarono per sé ogni
giurisdizione spirituale sul Borgo e sul suo territorio.
La controversia sfociò in una lite che, con alterne
vicende e punte di estrema tensione si chiuse solo dopo
l’elevazione dell’abbazia a diocesi (1520), lasciando
tuttavia strascichi di rivalità tra i due popoli
limitrofi.Nel 1301 Sansepolcro fu proclamato libero
comune, ma, già dopo pochi anni, Uguccione Della
Faggiuola, podestà di Arezzo, aveva ottenuto
dall’imperatore Ludovico il Bavaro il diritto di essere
signore di Borgo Sansepolcro; la signoria durò poco: il
capitano di ventura Carlo Graziani, liberò la propria
città, che tornò comune autonomo fino al 1328.Inizia qui
un periodo in cui l’importante centro viene conteso tra
varie signorie, con vicende molto alterne. Il secolo XIV
fu il più travagliato per Sansepolcro non solo per le
svariate vicende politiche, ma anche per una serie di
calamità, che portarono alla distruzione di molti
edifici, ed alla morte di circa metà degli abitanti del
Borgo. Dalla rovina il centro altotiberino risorse più
florido e più bello. Già nel 1353, dopo il terremoto,
l’arcivescovo di Milano, Giovanni Visconti, aveva
mandato sul posto 300 muratori per iniziare la
riedificazione. L’espansione e l’abbellimento
urbanistico della città hanno il loro momento
fondamentale durante il dominio di Firenze. Cosimo dei
Medici affidò all’architetto Bernardo Buontalenti il
completamento della cinta muraria, delle porte e della
fortezza. |